Prima di descrivere l’importanza di fare un percorso di consulenza con i Fiori di Bach e i Fiori Australiani vorrei ricordare che cosa sono:  sono essenze vibrazionali, “gentili” ma molto potenti, che inviano i loro messaggi alla parte energetica del nostro essere.

Dunque non sono medicinali e non vanno intesi come tali. La loro funzione è totalmente altra.

Proprio in quest’ottica, invito sempre i miei clienti, prima di prendere la miscela floreale, a tenere tra le proprie mani il boccettino che la contiene e a “connettersi”, mentalmente ed emotivamente, con l’energia benefica dei Fiori in esso contenuta.

In questo modo si apre una sorta di porta di accesso interiore e il messaggio arriverà più forte e chiaro.

“Questa volta i Fiori non mi sono serviti”

Attenzione: non sempre il messaggio è quello voluto e, per questa ragione, può capitare che qualche cliente arrivi e mi dica: “Questa volta i Fiori non mi sono serviti”, soprattutto all’inizio del percorso di consulenza ed accompagnamento.

In realtà non è proprio così che funziona: le essenze floreali non sono né acqua magica e neppure la risoluzione a tutti i mali. Sicuramente possono fare moltissimo, ma occorre che impariamo ad ascoltare e a decifrare i loro messaggi.

Faccio un esempio pratico che, a mio avviso, rappresenta quasi sempre un ottimo sistema per rendere chiaro un concetto che può apparire ostico.

Qualche tempo fa venne da me una ragazza che voleva essere più determinata ed incisiva nella sua professione, per ottenere risultati e guadagni maggiori. Era assolutamente fiduciosa nell’aiuto delle essenze floreali, in quanto avevamo già lavorato insieme su altre tematiche con ottimi risultati.

All’incontro successivo mi disse la fatidica frase: “Questa volta i Fiori non hanno funzionato”.

Ho sorriso scuotendo la testa (per quanto mi sforzi enormemente in tal senso, è veramente difficile fare passare il messaggio che le essenze floreali non sono una formula magica ma, semplicemente, degli ambasciatori) e le ho chiesto che cosa intendesse.

Lei mi ha spiegato, piuttosto affranta, che invece di sentirsi più determinata e motivata, ha incominciato ad essere preda di dubbi e sono anche affiorati motivi di insoddisfazione che prima erano latenti.
Per farla breve, durante questo colloquio, è venuto fuori che, dopo aver speso così tanto tempo ed impegno per riuscire a raggiungere determinati traguardi, non poteva nemmeno ammettere con sé stessa che ciò per cui lo aveva fatto non la soddisfaceva pienamente!

A questo punto la mia domanda è stata: “Sei ancora così sicura che questa volta i Fiori non abbiano funzionato?”

Ovviamente la risposta è facile da intuire.

 

Mettersi in discussione

Messa così, la faccenda, può anche spaventare un pochino:  mettersi in discussione, per la maggior parte delle persone, non è nemmeno pensabile. Ciò che è ignoto, il più delle volte, fa paura. Per questo spesso si preferisce rimanere in una condizione di insoddisfazione malcelata, piuttosto che anche soltanto prendere coscienza del fatto che c’è qualcosa che non va. Già: questo passo obbliga poi a fare dei cambiamenti, o almeno a provarci e questo, in molti casi, provoca delle resistenze, per cui si preferisce rimanere nell’oblio.

La buona notizia è che esiste assoluta libertà in tal senso: il libero arbitrio non è in discussione. Se si vuole rimanere nel non ascolto di sé, è possibile farlo, anzi: la società attuale sembra particolarmente favorevole a questa condizione e offre un sacco di diversivi e distrazioni che aiutino a non pensare.

La cattiva notizia è che, ciò che non viene portato alla luce della coscienza, elaborato e, se necessario, trasformato, non scompare, al contrario: nei meandri oscuri dell’inconscio, continua ad agire, senza che ci sia una presa di consapevolezza.

Può allora succedere che il corpo lanci dei segnali, più o meno evidenti, per manifestare il proprio disagio ma, se si è ben determinati a non voler prestare loro attenzione nella corretta ottica, si diventerà bravissimi a trovare mille plausibili motivazioni per ciò che ci sta accadendo, pur di non guardarsi realmente dentro con onestà e sincerità.

Per tornare al caso di cui ho accennato sopra, il lavoro con la cliente nel percorso con i Fiori di Bach e i Fiori Australiani, ha cambiato direzione. Non è più stato incentrato sulla forza e determinazione a portare avanti una situazione lavorativa che non soddisfaceva ma, più saggiamente, sull’esplorazione di che cosa provocava scontento, per quali motivi e quali cambiamenti potevano essere fatti, coerentemente con la situazione reale, per raggiungere un grado di maggiore gratificazione.

Ovviamente si tratta di un percorso che presuppone delle tappe e del lavoro su di sé, in cui le essenze floreali continuano a svolgere il loro compito di fedeli consigliere e io, nelle vesti di accompagnatrice, a scegliere di volta in volta quelle più opportune e ad aiutare a decifrare ed interpretare il loro messaggio.

Alcuni passaggi possono risultare difficoltosi – significa che si stanno toccando tasti sui quali ci sono delle resistenze – ma, nel momento in cui vengono superati, si acquisiscono una consapevolezza e una forza nuova, che permettono di affrontare la vita con rinnovato entusiasmo.

 

Responsabilità e consapevolezza

Decidere di assumersi la responsabilità di diventare persone consapevoli dei propri pensieri e delle proprie azioni è un passo fondamentale in questa direzione, che richiede un impegno molto maggiore rispetto al lasciarsi andare in balia degli eventi.

Le essenze floreali ci stimolano e ci accompagnano in questo cammino, fatto di tanti piccoli passi che ci portano a diventare la versione migliore di noi stessi.

Ma che cosa accade se noi non diamo retta ai segnali fisici ed emotivi che il nostro corpo ci manda e continuiamo a comportarci come se nulla fosse, ignorandoli totalmente?

Come titola l’illuminante libro di Claudia Rainville, che consiglio a tutti di leggere, “Ogni sintomo è un messaggio” (acquistabile online) : il nostro corpo è una macchina molto complessa e delicata, un marchingegno dove molteplici sistemi, di cui ancora sono in fase di scoperta e di studio i funzionamenti e le potenzialità, sono intimamente e ineluttabilmente connessi.

Quando lessi per la prima volta il sopracitato testo, ormai parecchi anni fa, mi colpì moltissimo una similitudine, che la Rainville utilizza per fare riflettere sul comportamento bizzarro, per utilizzare un eufemismo gentile, che noi riserviamo a noi stessi.

Quando si accende la spia rossa dell’auto, e noi, che non siamo esperti, non sappiamo che cosa significa, la portiamo dal meccanico affinché effettui gli opportuni controlli e ripari l’eventuale guasto. Infatti la spia rossa che lampeggia serve esattamente a questo: a segnalare che c’è un problema!

Immaginate invece di procedere diversamente: vedete la spia rossa dell’auto che si accende e questo vi disturba molto ma, in questo momento, non avete il tempo, la voglia o i soldi per portare l’auto dal meccanico per farla controllare. Quindi, per non vedere più la luce rossa lampeggiare, decidete di tagliare il filo che la alimenta. La spia smette immediatamente di lampeggiare: problema risolto. Invece non è affatto così: dopo qualche giorno l’auto non si avvia più, non è riparabile.

Ovviamente, leggendo questa storiella, la prima cosa che viene da pensare è: “Il protagonista è davvero uno sciocco. Lo sanno anche i bambini che comportarsi in questo modo può solo portare ad aggravare una situazione”.

Se ci si ferma a riflettere per un momento si conviene però che questo è ciò che la maggior parte delle persone fa abitualmente con se stesso: nega il problema oppure cerca di sopprimerne le manifestazioni, senza pensare che, in questo modo, si comporta come quello sciocco che taglia il filo per non vedere più la spia rossa lampeggiare.

Un percorso con l’accompagnamento dei rimedi floreali, al contrario, accompagna in una direzione totalmente opposta, che stimola la conoscenza prima, l’accettazione poi e infine l’amore per se stessi.

Mi auguro, con questo articolo, di avere chiarito meglio l’utilizzo, almeno quello che io ritengo sia il più valido, ed il “senso” di compiere un percorso di consulenza personale con i Fiori di Bach ed i Fiori Australiani.

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