I piccoli di elefante vengono condizionati per tutta la vita legandogli la zampa. Gli elefanti non riescono facilmente a liberarsi di questo condizionamento, gli esseri umani hanno qualche possibilità se lo vogliono, se decidono di volerlo fare.Quando si vuole addestrare un piccolo elefante gli si imprigiona una zampa in un ceppo che viene fissato ad un palo conficcato nel terreno, in modo che il cucciolo non possa liberarsi. Il cucciolo ovviamente prova a tirare per staccare il palo e riconquistare la libertà, ma questo è troppo robusto e lui non ci riesce. Ma l’elefantino non si arrende e continua disperatamente a tentare di svincolarsi. Questo accade per circa due mesi, dopo di che, evidentemente, scatta qualcosa nel suo cervello e da quel momento lui non prova più a liberarsi: pensa che ogni sforzo sia vano e si rassegna alla sua condizione di prigioniero.

La cosa incredibile è che questa convinzione si radica così tanto nel suo cervello da impedirgli di liberarsi anche una volta diventato un esemplare adulto, enorme e possente, in grado, se solo lo volesse, di sradicare un albero con la sua forza! Eppure non lo fa, anzi: basta legare una delle sue zampe ad un’esile cordicella fissata nel terreno con un paletto di pochi centimetri e il grosso elefante se ne sta lì, immobile: memore dei vani sforzi fatti da piccolo, pensa che non avrà mai la forza di liberarsi e, quindi, non ci prova più.

Ora, al di là dell’indubbia crudeltà di questa pratica consueta, ciò su cui vorrei porre l’attenzione è il fatto che tutti noi, se non intraprendiamo un percorso di consapevolezza, rischiamo di fare la fine dell’elefante di cui sopra. Infatti, in misura maggiore o minore, siamo vittime di condizionamenti e credenze che limitano la nostra libertà personale e non ci permettono di assumere il controllo della nostra vita.

Alcune persone hanno consapevolezza di non essere libere nei loro pensieri e nelle loro azioni, magari se ne rammaricano anche, ma pensano che non sia possibile fare nulla in merito: si “rassegnano”, come l’elefante della storia. Altre, invece, non prendono nemmeno piena coscienza del fatto che questa condizione è di schiavitù: sono abituate ai condizionamenti da quando ne hanno memoria: in fondo questi rappresentano una sorta si linea guida, di porto sicuro magari non così piacevole ma sicuramente conosciuto e dunque, in qualche modo, rassicurante.

Infatti il grande problema dei condizionamenti è proprio questo: è molto difficile liberarsene!

La funzione primaria del nostro cervello è quella di tenerci in vita, possibilmente in buona salute, affinché possiamo riprodurci e continuare l’evoluzione della specie. Per questa ragione tutti i comportamenti che sono serviti a questo scopo, ovvero che hanno contribuito alla nostra sopravvivenza, sono stati registrati come utili e questo provoca in noi un’istintiva diffidenza e ritrosia verso i cambiamenti.

Questo il problema principale: anche se la vita che conduciamo non ci piace, temiamo moltissimo il cambiamento, perché modificare delle abitudini e dei comportamenti significa lasciare ciò che è conosciuto, ovvero, in qualche modo, la zona di confort.

Si può fare qualcosa per ovviare a questa condizione? Certo che sì!

Io consiglio un percorso con la Floriterapia.

Parlo di percorso, che implica una serie di incontri con un professionista, e non delle  semplici assunzioni dei Fiori di Bach o Australiani perchè, nel tempo, con l’esperienza, ho avuto modo di osservare dei risultati totalmente differenti tra i clienti che si presentano regolarmente agli incontri e svolgono con impegno i piccoli e semplici esercizi che consiglio loro di fare tra una sessione e l’altra e coloro che, al contrario, rimandano gli appuntamenti presentandosi occasionalmente e, men che meno, tentano di adempiere agli esercizi casalinghi.

Entrambe le categorie traggono beneficio dalle essenze ma, ad un certo punto, mentre chi si impegna seriamente per raggiungere il fine che si era prefissato arriva al proprio obiettivo e conclude felicemente la sua esperienza con i Fiori di Bach e Australiani, nella seconda categoria accade invece un fenomeno, che ho avuto modo di verificare più volte e alla quale, dopo essermi documentata, ho cercato di dare una spiegazione, proprio rifacendomi alla storia dell’elefante imprigionato a cui tanto assomigliamo!

Accade che, dopo un po’ di tempo che le persone continuano ad assumere la stessa miscela di essenze, di cui inizialmente si erano mostrate entusiaste, e incominciano a saltano i colloqui che, oltre a verificare di quali Fiori necessita il cliente in quel momento del suo percorso, hanno anche lo scopo di accompagnarlo nel cambiamento degli automatismi della sua personalità, queste stesse persone mi chiamino e mi dicano, piuttosto sconsolate, che “I Fiori non funzionano più”.

Ora, al di là del fatto che i Fiori di Bach e Australiani non hanno funzioni né proprietà miracolose, ma, al contrario, sono un catalizzatore energetico molto potente che va a riequilibrare quegli ambiti nei quali si è manifestato uno squilibrio, o per eccesso, o per difetto, il fatto che questo tipo di clienti, dopo un certo periodo di tempo variabile da settimane a mesi, esordisca con questa esclamazione, mi ha portata a cercare una risposta a questo fenomeno.

L’uomo, anche se non sempre è consapevole di questo e, anzi, molte volte, a parole, afferma il contrario, è abitudinario. Teme le novità, viste come qualcosa di sconosciuto e dunque, potenzialmente, pericoloso. Per questo, anche se a volte non è soddisfatto di alcuni, o addirittura di molti, ambiti della sua vita, e a parole dice di voler rivoluzionare tutto, alla prova dei fatti pone moltissime resistenze anche ad apportare dei piccoli cambiamenti nel suo quotidiano.

Le Essenze Floreali, con la loro benefica energia, riescono a fare vibrare le “corde” giuste, per questo, nonostante la discontinuità dei colloqui, è probabile che anche le persone con molte resistenze abbiano dei benefici. Questi però vanno via via scemando nel momento in cui, all’assunzione dei Fiori, non si accompagna un lavoro di presa di coscienza e di consapevolezza che si effettua durante le sessioni con l’operatore, per cui, ad un certo punto, gli schemi mentali consueti, quelli che ci accompagnano da molto tempo e che rappresentano le cosiddette “resistenze”, riprendono il sopravvento e il beneficio di quella miscela floreale non viene più percepito.

Liberarsi da credenza limitanti e condizionamenti per gli elefanti è difficile se non impossibile ma se una persona decide di volerlo fare, di cambiare la propria vita, grazie a Fiori di Bach e Australiani è possibile aiutarla a compiere il suo percorso di cambiamento della propria vita.

La strada verso la libertà emozionale intrapresa con l’ausilio delle Essenze Floreali può rappresentare un bellissimo percorso di crescita personale e di consapevolezza, l’importante è non dimenticare che anche questo percorso, per essere effettuato al meglio, necessita di alcuni elementi imprescindibili:

  1. un cliente che sappia qual è il suo obiettivo e abbia la volontà di impegnarsi per raggiungerlo
  2. le Essenze Floreali scelte di volta in volta ad hoc per aiutarlo e sostenerlo nel suo cammino
  3. un professionista esperto che lo accompagni nella sua presa di coscienza e lo sostenga nei momenti di difficoltà.

Tutti e tre questi componenti sono indispensabili ed ugualmente importanti: per un risultato ottimale non è possibile prescindere da alcuno di essi.

L’elefantino, purtroppo, una volta che il suo cervello è stato condizionato, non è più in grado di scegliere la libertà, l’uomo invece ha ancora questa opportunità!

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