Lavanda, Fiori di Bach e Fiori Australiani: un connubio vincente per la bellezza della tua pelle.

Prima di entrare nel vivo di questo articolo voglio fare una premessa per quanti, conoscendomi di persona o seguendo ciò che scrivo abitualmente, avranno spalancato gli occhi per la sorpresa, leggendo il titolo: decisamente di argomento molto diverso rispetto a ciò di cui mi occupo abitualmente ovvero il benessere emotivo, la crescita e la centratura dell’individuo.

In realtà ciò di cui mi sto accingendo a scrivere, è totalmente collegato ai temi sopracitati: semplicemente sono prospettati da un altro punto di vista.

Infatti è bene ricordare che, secondo il Dottor Bach, ogni nostro passaggio su questa Terra rappresenta un “giorno di scuola in cui dobbiamo imparare una lezione o al massimo due” della nostra anima che si incarna in un corpo fisico. E di quest’ultimo oggi ci occupiamo: del corpo fisico, delle sue imperfezioni che tanto ci danno fastidio, delle sue magagne. Dobbiamo ricordarci che è giusto e sacrosanto occuparci anche di questa parte di noi: è quella che ci permette di imparare “la nostra lezione”. Senza questa parte terrena, noi non avremmo la possibilità di fare esperienza concreta e, dunque, di evolvere!

Per questa ragione ho deciso di regalare dei consigli pratici, in armonia con la Natura e con la nostra essenza energetico-vibrazionale, per donare amore e attenzione alla parte di noi che svolge il lavoro più faticoso e doloroso e che, dunque, ha bisogno di essere onorata e curata, per permetterle di assolvere al meglio i propri compiti.

L’oleolito di Lavanda

Preparo questo, ed altri oleoliti, da quando, ormai qualche anno fa, frequentai un corso molto interessante ed approfondito di erboristeria che, oltre a insegnare le proprietà delle piante e i loro metodi di utilizzo, prevedeva anche delle lezioni pratiche che spaziavano dal fare escursioni in montagna per imparare a riconoscere le piante, a laboratori in cui, sotto la guida degli insegnanti, ognuno degli allievi preparava dei composti erboristici naturali da utilizzare per se stesso.

Da lì ho scoperto un mondo, che poi mi ha portato ad approfondire ulteriormente le molteplici virtù della Natura e ad utilizzare, per quanto più possibile, rimedi naturali autoprodotti, soprattutto per quanto riguarda il benessere e la cura personale.

Ma andiamo per gradi e incominciamo dall’inizio in modo che, anche se sei totalmente profano di erboristeria, tu possa seguirmi agevolmente e, se lo desideri, preparare questo fantastico rimedio naturale.

 

Virtù della lavanda

La lavanda calma, attenua l’aggressività e dona una sensazione di pace e di armonia, che arriva alla mente e al cuore.

La pace interiore ci permette di accettare noi stessi con i nostri limiti, di avere fiducia nei nostri mezzi e nelle nostre capacità; ma ci infonde anche la capacità di essere tolleranti con gli altri, di comprenderne più agevolmente le ragioni, anche se si discostano dalle nostre.

Questa meravigliosa pianta riesce ad allentare il predominio dell’emisfero sinistro del cervello, quello preposto alle attività razionali e logiche e favorisce la manifestazione dell’emisfero destro, appannaggio della sfera emotiva, espressiva ed artistica.

A livello cosmetico, l’oleolito di lavanda, vanta proprietà antisettiche, antinfiammatorie, cicatrizzanti, lenitive e rilassanti.

Può allora succedere che il corpo lanci dei segnali, più o meno evidenti, per manifestare il proprio disagio ma, se si è ben determinati a non voler prestare loro attenzione nella corretta ottica, si diventerà bravissimi a trovare mille plausibili motivazioni per ciò che ci sta accadendo, pur di non guardarsi realmente dentro con onestà e sincerità.

Che cos’è un oleolito di lavanda e come si prepara

L’oleolito è un prodotto naturale che si ottiene dalla macerazione in olio vegetale delle sommità fiorite di lavanda.

 

Di che cosa ho bisogno per preparare l’oleolito di lavanda

Innanzitutto, ovviamente, è necessario trovare un cespuglio di lavanda in fiore da cui prelevare le sommità, preferibilmente ancora in boccio.

Essendo una pianta decorativa di facilissima gestione, non è improbabile che qualche amico o parente, ne abbia nel proprio giardino: in questo caso basta chiedere se è possibile raccoglierne qualche ramo nel periodo di piena fioritura, magari promettendo in cambio un boccettino di olio cosmetico.

Io, ad esempio, utilizzo le sommità fiorite del bellissimo cespuglio che sta nel giardino dei miei genitori, che vivono in un paese a circa 350 metri sul livello del mare, in provincia di Cuneo (che ho scoperto essere la provincia italiana con il maggior numero di coltivazioni di lavanda), per cui, per me, è piuttosto semplice avere la materia prima fresca.

La mia riserva personale di lavanda fresca per realizzare oleolito di lavanda potenziato dai Fiori di Bach e Fiori Australiani

La mia personale riserva di lavanda

Sottolineo la parola “fresca” in quanto, anche se in molti libri e siti internet è indicato di utilizzare i fiori dopo averli fatti seccare, io consiglio, se è possibile, esattamente il contrario: la pianta appena raccolta possiede una quantità maggiore di principi attivi rispetto a quella essiccata e dunque è più efficace.

  • Acquista un olio vegetale di buona qualità e che non tenda ad irrancidire. In commercio ce ne sono per tutti i gusti, e per tutte le tasche: se vuoi spendere un po’ di più, consiglio l’olio di jojoba, o l’olio di mandorle dolci; se ,invece, magari sei alla prima esperienza come provetta/o erborista e non è troppo certa/o del risultato (anche se, ti assicuro, è più semplice da dire che da fare! E se te lo dico io, che con i lavori manuali non ci vado propriamente a nozze, sono certa che anche tu puoi avere risultati egregi e grande soddisfazione) consiglio l’olio di riso o un extravergine che non sia troppo profumato.
    Personalmente, a parte qualche “esperimento” in cui mi sono cimentata, utilizzo un buon olio extravergine di oliva e mi trovo benissimo.
  • Qualche vasetto di vetro dove lasciare macerare il composto in attesa della filtratura (Per una bottiglia di olio da 750 ml, tieni a disposizione 5 vasetti di vetro da 350 g, quelli da sugo per intenderci. Ovviamente il numero dei vasetti può variare a seconda della loro capienza).
  • Della garza o una tela leggera da porre sopra i vasetti durante il periodo della macerazione
  • Della Carta stagnola con cui rivestire i vasetti dopo la macerazione e durante il periodo di conservazione che precede la filtratura.
  • Delle etichette adesive da incollare sopra ogni vasetto, su cui scriverai il nome della pianta che hai utilizzato e la data di

    preparazione.

COME SI PROCEDE

Come raccogliere la lavanda e con quale atteggiamento

Naturalmente quanto segue non vale solo per la lavanda, ma per tutte le piante che, non dimentichiamolo, sono un prezioso dono che Madre Natura ci offre e per il quale dovremmo provare gratitudine e rispetto.

Facciamo sì che questa giornata a contatto con la rigogliosità della Natura sia, oltre che finalizzata ad un fine utilitaristico, anche un momento di gioia di relax e, se è possibile, di condivisione con chi ci è caro.

Assicuriamoci che la pianta che abbiamo scelto per preparare il nostro oleolito non sia stata trattata con pesticidi, non si trovi in un ambiente inquinato e pieno di smog ma, al contrario, sia pura e incontaminata.

Poiché il rispetto è il primo sentimento con cui dovremmo approcciarci alle piante, che tanto danno e nulla chiedono, è buona cosa non tagliare più rami di quelli necessari e cercare di disturbare il meno possibile, stando in silenzio o almeno parlando a voce bassa, gli esseri che popolano quell’ambiente, che potrebbero spaventarsi o ferirsi a causa della nostra presenza: ricordiamo sempre che siamo ospiti e, in quanto tali, dobbiamo comportarci con buona educazione.

Cerchiamo di apprezzare il paesaggio che ci circonda, soprattutto se è tanto diverso da quello a cui siamo abituati: osserviamo i colori, odoriamo i profumi e ascoltiamo i rumori. Sono tutte manifestazioni di Madre Natura ed entrare in contatto con Lei, oltre che donarci un subitaneo benessere, non potrà che farci entrare meglio nello spirito di novelli erboristi.

L’importanza del tempo balsamico

Il momento in cui la parte della pianta che vogliamo raccogliere è maggiormente piena di principi attivi, si chiama “tempo balsamico”: il tempo balsamico della lavanda è quando il fiore non è ancora sbocciato e racchiude in sé tutte le sue proprietà. Potendolo fare, ti consiglio di tenere conto di questa importante informazione.

Preparazione

  • Stacca delicatamente i fiorellini di lavanda dai rami tagliati e ponili nel vasetto di vetro fino a raggiungere poco più di due terzi della sua capienza.
  • Versa l’olio fino a ricoprire completamente i fiori, avendo cura che, una volta chiuso il barattolo, l’olio non vada a toccare il tappo (lascia un paio di centimetri di spazio vuoto)
  • Il composto così ottenuto deve essere posto a macerare all’aperto, in un posto pulito e arieggiato, sotto il caldo sole estivo, per circa tre settimane. Se hai utilizzato la pianta fresca (consigliato), nel periodo di macerazione non si dovrà chiudere ermeticamente il contenitore per permettere all’acqua contenuta nella pianta fresca di evaporare; onde evitare che qualche impurità entri nel vasetto, è buona cura ricoprirne l’imboccatura con una garza o con una tela leggera. Se, invece, hai utilizzato la pianta secca, questa procedura non è necessaria e la macerazione sotto il sole potrà avvenire con il vasetto già chiuso.
  • Passati i 21 giorni, dopo aver eliminato il deposito acquoso che si è formato, effettua la chiusura del vaso che va riposto in un luogo fresco (ma assolutamente non nel frigo) e buio.Personalmente utilizzo dei vecchi pensili che tengo in cantina e, per essere certa che la luce non vada a creare danni in alcun modo, rivesto ogni vasetto di carta stagnola. Poiché preparo molti composti diversi, metto sempre un’etichetta su ogni vasetto, su cui scrivo il nome della pianta, il tipo di preparazione e la data di inizio macerazione.
  • Poiché ho una discreta “riserva” che utilizzo da un anno all’altro, io faccio passare parecchio tempo prima della filtrazione e dell’effettivo utilizzo del preparato: almeno tre mesi, ma anche un anno. Di solito li filtro uno ad uno, mano a mano che ne ho bisogno.

 

Come si effettua la filtrazione

Verso tutto il contenuto del vasetto dentro un colino piuttosto grande, posto sopra un recipiente che possa contenere tutto l’olio che esce dalle sue maglie.
Questo passaggio si chiama “prima spremitura” e, affinché si elimini ogni residuo di pianta, va seguito da una “seconda spremitura”, ovvero da un successivo trasferimento dell’olio in un canovaccio pulito di cotone bianco, che provvedo a strizzare energicamente, raccogliendo l’olio che scende in un altro contenitore pulito. Et voilà: il nostro oleolito di lavanda, meravigliosa base del preparato cosmetico che mi accingo a rivelarvi, è pronto!

Adesso non ti rimane che metterlo in botticini di vetro scuro , che riporrai in un luogo fresco, asciutto e buio, pronto per essere utilizzato come meglio preferisci

Poiché tra le molteplici proprietà della lavanda c’è anche quella di essere un fantastico balsamo per la pelle, ti regalo una mia ricetta antirughe, che utilizzo quotidianamente, che prevede come base questo oleolito, da te, e da me, preparato con amorevole cura, e come complementi alcuni Fiori di Bach e Fiori Australiani, naturalmente utilizzati a livello transpersonale (per Principio Transpersonale il Dott. Ricardo Orozco – ideatore e divulgatore di questo metodo – intende tutte le applicazioni floreali che non vengono consigliate a partire da caratteristiche della personalità. Non si dà un’interpretazione del perché succede una certa cosa, ma della forma in cui si manifesta, traducendo questa manifestazione nel linguaggio delle essenze floreali).

 

OLEOLITO DI LAVANDA, FIORI DI BACH E FIORI AUSTRALIANI: LA MISCELA PERFETTA

Emanuela Re ricetta oleolito di lavanda potenziato con Fiori di Bach e Fiori Australiani ad utilizzo cosmetico ed energeticoDopo tutto questo lavoro, eccoci, finalmente! al premio finale: una ricetta tutta naturale, composta, come base, dall’oleolito di lavanda e come energie complementari e tra di loro sinergiche, dai Fiori di Bach e dai Fiori Australiani in una veste inedita o, almeno, poco conosciuta alla maggior parte delle persone, anche agli estimatori delle essenze floreali. Ebbene sì: sono utili anche per la bellezza della nostra pelle!!!!

Qui di seguito la mia personale ricetta ma, ovviamente, ne conosco molte altre. Se sei interessata/o, potremo tornare sull’argomento: attendo feedback in merito.

Procurati una boccettina da 30 ml. di vetro scuro (le dosi che ti indico sono per questa dimensione) e le essenze dei Fiori di Bach e dei Fiori Australiani che vuoi utilizzare (se non sai dove acquistarli, puoi trovarli nella sezione “prodotti consigliati” del sito):

INDICAZIONI COSMETICHE DEI FIORI DI BACH E DEI FIORI AUSTRALIANI

Fragilità capillare: Vervain (Fiore di Bach)

Lassità e mancanza di tono: Hornbeam, Wild Rose (Fiori di Bach); Southern Cross, Old Man Banksia (Fiori Australiani)

Macchie della cute: Crab Apple (Fiore di Bach); Spiniflex (Fiore Australiano).

-Pelle delicata: Walnut (Fiore di Bach); Mulla Mulla (Fiore Australiano).

-Pelle impura: Crab Apple (Fiore di Bach); Spiniflex, Wild Potatoe Bush (Fiori Australiani)

-Pelle secca: She Oak (Fiore Australiano)

-Pelle stressata: Elm (Fiore di Bach).

-Rughe: Olive, Centaury, Clematis (Fiori di Bach), She Oak, Southern Cross (Fiori Australiani)

Come probabilmente hai notato, in alcune sezioni c’è una sola essenza floreale, in altre invece un numero maggiore. Per scegliere quella che fa al caso tuo, ti consiglio di andare nella sezione “proposte di acquisto” del sito: non perché tu debba necessariamente acquistare ma, in quanto, abbinato al nome di ogni Fiore, ho preparato una breve descrizione del problema emotivo che va a riequilibrare: poiché il nostro corpo fisico è un po’ lo specchio dei nostri disagi interiori, il rimedio con cui sentiamo più affinità, sarà sicuramente quello più adatto.

Faccio un esempio a titolo esplicativo: nella sezione “rughe”, ci sono ben 5 Fiori! Come si fa a sapere quello che è più “giusto” per noi? In questo caso io uso il Fiore di Bach Clematis, in quanto, effettivamente, quando mi trovo ad affrontare situazioni che non mi piacciono, che mi fanno soffrire, tendo a fuggire dal mondo reale e a rifugiarmi nella mia interiorità: esattamente il tipo di atteggiamento che va ad armonizzare il Fiore di Bach Clematis!

Quante gocce di ogni singolo Fiore devo utilizzare nella mia miscela?

In un boccettino da 30 ml., se si utilizzano solo Fiori di Bach, 4 gocce per ogni rimedio; se si utilizzano esclusivamente Fiori Australiani, 7 gocce per ognuno; se si utilizzano sia Fiori di Bach che Fiori Australiani, “vince” la maggioranza. Ad esempio: 3 fiori di Bach e 2 Fiori Australiani, utilizzeremo 4 gocce di tutti e 5 i rimedi; 2 Fiori di Bach e 3 Fiori Australiani, utilizzeremo 7 gocce di ogni rimedio. Se invece c’è una “parità”, ad esempio due Fiori di Bach e due Fiori Australiani, utilizzeremo 7 gocce di ciascun rimedio, perché l’energia potente del continente australiano, dove ancora la Natura regna incontrastata in molte zone, è prevaricante rispetto a quella dei Fiori di Bach.

A questo punto ho terminato (per ora) e immagino che, se sei un mio lettore di sesso maschile, tu possa avere qualche perplessità sull’effettiva utilità personale del preparato sopra descritto. A questo proposito vorrei spezzare una lancia in favore di un pregiudizio ormai datato e, francamente, anche un po’ fuori moda: prendersi cura della propria persona, anche fisicamente, non rende l’uomo meno virile, anzi: una pelle morbida sta bene su tutti, uomini e donne!

Comunque, se ancora sei perplesso sulla bontà di ciò che sto scrivendo, ricordati che il tempo passa in fretta, che Natale non è poi così lontano (anche se non sempre ce ne accorgiamo, il tempo scorre velocemente) e che fare un regalo gradito alle esponenti del gentil sesso (senza spendere un capitale), non è un’impresa così facile da compiere, per cui puoi anche vedere questo oleolito come un regalo preparato da te personalmente e personalizzato per chi lo riceve (e questo è un pensiero che fa sempre piacere: a tutti quanti).

Spero di averti trasmesso il mio entusiasmo per questo meraviglioso prodotto che utilizzo da anni.

Naturalmente attendo i tuoi feedback, magari corredati da fotografie che ti ritraggano all’opera.

Ti auguro una buona estate, all’insegna dell’amore, della serenità e della riconciliazione con te stessa/o e con gli altri.

Emanuela

 

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FONTI:

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Piante officinali e commestibili. Come riconoscerle come utilizzarle.
Ida Salusso.
Ed.Verde Libri.

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Maria Fiorella Coccolo.
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Luigi Cristiano.
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